powered by ODEO

martedì, febbraio 01, 2011

Lettere o numeri? (una provocazione)


Ἀγεωμέτρητος μηδεὶς εἰσίτω = “Non entri nessuno ignaro di geometria”

Il motto, che era posto all’ingresso dell’Accademia di Platone, ritorna (salvo un errore tipografico a pag. 21: eiseto, in luogo di eisito) nel romanzo “matematico” di Apostolos Doxiadis intitolato Zio Petros e la congettura di Goldbach (collocazione nella ns. Biblioteca: “Amico Libro - 899.334 DOX”), acquistato nel 2008 su suggerimento del prof. Riccardo Ruganti.

Il libro, raccontato in prima persona dal nipote di Petros Papachristos, è incentrato sulla ricerca di una intera vita per dimostrare la famosa congettura di Goldbach ("Ogni numero pari maggiore di 2 è la somma di due numeri primi") e porta in epigrafe un’altrettanto provocatoria frase tratta da Apologia di un matematico di G.H.Hardy: “Archimede sarà ricordato anche quando ci si dimenticherà di Eschilo, poiché le lingue muoiono, ma le idee matematiche no. ‘Immortalità’ può essere una parola ingenua, ma un matematico ha più probabilità di chiunque altro di raggiungere ciò che essa designa”.

Un Liceo, classico o altro, non può fare a meno di interrogarsi sul rapporto fra matematica e letteratura!

Post…illa (per sollecitare commenti) 24.04.2011

L’esperienza fallimentare di zio Petros sembra dimostrare che l’aspirazione all’immortalità non può essere vissuta in una dimensione esclusivamente individuale. Le letterature, se presentano limiti legati al mutare delle lingue e dei costumi nel tempo e nello spazio, offrono d’altra parte l’opportunità del confronto imprescindibile con l’altro: “parafrasare” o “tradurre” sono consapevolmente un “tradire” l’originale, ma al tempo stesso obbligano a uscire da se stessi, a mettersi in gioco, a sublimarsi nel confronto con la diversità. E dal confronto fra l’io e l’altro deriva appunto la conoscenza. In fondo c’è complementarità fra “lettere” e “numeri”: del resto ogni disciplina (scientifica, letteraria, artistica…) epistemologicamente è tale perché ha una sua sintassi e in tale συν-τάξις consiste la sua funzione culturale e formativa.

Etichette: ,

1 Comments:

At 7 aprile 2011 alle ore 09:07, Blogger Riccardo Chiti said...

Ho letto con piacere questo libro.
E' di quelli che si riesce a leggere "tutto di un fiato", ovviamente per chi ama tale genere di letture. Questo libro fa capire come una passione possa, talvolta, condizionare un'intra esistenza, nel bene e nel male.
Mi permetto di suggerire la lettura del classico di E.T. Bell " I grandi matematici", presente nella biblioteca Forteguerriana, che mette ancora meglio in evidenza la personalità di alcuni grandi "personaggi" della matematica con qualche dettaglio tecnico in più che male non fa nemmeno agli studenti del liceo classico.

Riccardo Chiti

 

Posta un commento

<< Home